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Perché una legge sulla mobiltá sostenibile.

Ci guardiamo intorno, e spesso ci chiediamo come potremmo migliorare la nostra vita e la vita degli altri.

Senza per questo rinunciare ai nostri diritti e al sistema che abbiamo costruito e che ci permette di crescere e migliorare.

Il nostro sistema di mobilità è basato sul mezzo privato. Per alcuni è una buona cosa , per altri meno.

Se ci soffermiamo su quello che vuol dire automobile possiamo trovare diverse definizioni. Per qualcuno è un oggetto di piacere, per altri un simbolo di successo, molti la vedono come uno sviluppo economico, lavoro, svago, divertimento…spesso è solo un mezzo di trasporto.

Questa legge non vuole demonizzare l’automobile, molti componenti del comitato utilizza l’auto per i propri spostamenti quotidiani; questa legge vuole fornire al territorio trentino un’alternativa alla mobilità privata, senza inficiare il diritto personale al libero spostamento all’interno del territorio.

Sappiamo e siamo tutti coscienti che l’automobile rimarrà un pezzo importante di quello che si definisce in gergo “modal split”  ovvero la ripartizione modale nei trasporti.

Nel sistema di mobilità sostenibili vengono infatti considerati positivamente le quote di trasporto di bici, pedoni e trasporto pubblico, ma negativamente le quote derivanti da automobile privata.

La domanda è: perché?

Partendo dal presupposto che tutti i mezzi di trasporto (tranne la bici non elettrica e le proprie gambe) inquinano, dobbiamo comprendere il modo di utilizzo dell’auto da parte di tutti noi. Questa viene usata in modo personale e senza passeggeri, la media nazionale di utilizzo è di 1,3 passeggeri. Nel pendolarismo lavorativo poi si arriva al dato impressionante dell’85% delle auto con un solo passeggero a bordo. Ma se nei trasporti caotici del tempo libero c’è una parvenza di libertà, nel pendolarismo lavorativo il fatto di non avere sistemi di trasporto alternativi all’auto è solo disorganizzazione amministrativa.

Conosciamo infatti il luogo di partenza e quello di arrivo della maggior parte dei lavoratori e della totalità degli studenti.

La non organizzazione di sistemi di trasporto pubblico è solo pigrizia amministrativa.

Ma perché dovremmo avere un mezzo alternativo all’automobile?

1) inquinamento. PM10 prodotte dai carburanti, gomme, freni e asfalto sono causa di malattie polmonari e cardiovascolari. L’inquinamento indiretto dato dalla costruzione e dalla manutenzione delle strade crea consumo del territorio. L’inquinamento provocato dalla costruzione del mezzo automobilistico ha un impatto impressionante sull’ambiente (il 60% dell’inquinamento totale si produce prima dell’acquisto e durante la distruzione del mezzo)

2) incidenti. Più auto circolanti, più incidenti, più costi sociali e sanitari. Solo in Trentino si spendiamo oltre 150 milioni di € di spese sanitarie per morti e feriti da incidenti automobilistici.

3) benessere. Viaggiare in sicurezza e senza guidare ha effetti benefici sul nostro umore, produttività, socialità.

Crediamo quindi che occorra indicare a chi ha la delega amministrativa del nostro territorio il modo in cui noi cittadini vogliamo non solo viverlo, ma anche, e sopratutto , lasciarlo ai nostri figli e nipoti.

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